menu Il Sasso di Anna

Novembre 2003


Stavo preparando le valigie … partivo per Mauritius e sentii il telefono che squillava.
Era Paola che mi chiedeva se potevo passare da casa sua.
Ero talmente indaffarata che le dissi che non avevo un secondo libero.
Dovevo fare la lista di tutte le medicine e macchinari che servivano per mia figlia, tirare fuori i vestiti estivi e 1000 altre cose che servono prima di un viaggio.
Il tono in cui Paola mi disse “… peccato … volevo darti una cosa …” mi fece capire che era importante.
Così inforcai la mia fidata bicicletta ed andai a casa sua.
Paola mi aspettava con un sasso in mano e commossa mi d
isse:

“Anna voleva tanto viaggiare. Questo sasso lo ha disegnato lei. Portalo con te, trova un bel posto e lascialo lì … almeno fino a Mauritius ci sarà arrivata ..:”
Mauritius è una bellissima isola, calda, accogliente, con un mare cristallino ed è abitata da gente simpatica e gentile.
Ma per quanto la mia famiglia ed io cercassimo un luogo dove lasciare il sasso di Anna, non eravamo mai convinti che fosse il posto giusto. La vacanza stava per finire.
Il sasso di Anna ci aveva accompagnato in tutte le passeggiate che avevamo fatto.
Le mie figlie lo avevano scorrazzato per tutto il villaggio, lo avevano circondato di fiori nei prati, era venuto con noi le sere a cena, appoggiato sul tavolo.
La sensazione sempre più chiara era che il sasso di Anna non volesse fermarsi.
Così confezionai una scatola, vi inserii dentro 2 lettere, una in italiano ed una in inglese...
L’indiano “Bellamori” (chissà qual è il suo vero nome) lavorava come cuoco nel villaggio.
La sua bravura, la sua simpatia ed i suoi occhi profondi ci diedero l’idea.
Se lui era d’accordo, gli avremmo dato la scatolina con il sasso di Anna e le due lettere per portarla con sé nel suo paese … la grande e misteriosa India … è così fu!

Tornammo a casa.
Era stata una bellissima vacanza.
Tante emozioni avevamo provato durante quel viaggio ed una di queste ce l’aveva regalata proprio la storia del sasso di Anna.
Ci piace pensare che sia ancora in viaggio ad esplorare il mondo e … chissà … forse lo rivedremo ancora.
Dopo avere raccontato a Paola la storia del sasso … nacque in lei un’idea. /..segue ../